
L’Esercito degli Stati Uniti ha compiuto un passo importante per rafforzare la propria capacità di contrastare le crescenti minacce dei veicoli aerei senza pilota (UAV). L’Esercito ha assegnato a Raytheon un contratto massiccio del valore di quasi 5 miliardi di dollari ( 5.039.629.681 dollari per l’esattezza) per l’acquisto del sistema anti-drone Coyote. Il pacchetto contrattuale comprende lanciamissili fissi e mobili, radar in banda Ku e vari intercettori che amplieranno la portata operativa del sistema. La data di completamento prevista del contratto è stata fissata al 28 settembre 2033.
Coyote Comprovata capacità anti-drone
Sviluppato da Raytheon, il sistema anti-drone Coyote è una soluzione C-UAS collaudata in combattimento e progettata specificamente per contrastare UAV di piccole e medie dimensioni.
Sebbene inizialmente sia stato sviluppato per missioni di intelligence, sorveglianza e ricognizione, oggi il ruolo principale del sistema è cambiato nella distruzione degli UAV nemici.
- Lancio e mobilità: Coyote offre la flessibilità di essere lanciato da terra, dall’aria o dalla nave.
- Struttura a blocchi migliorata: Lo sviluppo del sistema in blocchi consente di adattarlo a diversi requisiti operativi. Ad esempio, la versione Block 2 è dotata di un motore a reazione per il lancio assistito da razzo e per raggiungere una velocità di circa 555-600 km/h. In questo modo, il Block 2 raggiunge un’alta percentuale di successo contro bersagli con elevata manovrabilità.
Difesa economica e uso globale
Coyote si integra con il sistema radar KuRFS di Raytheon per fornire un livello di difesa aerea efficace ma a basso costo. Il suo costo molto inferiore rispetto ai sistemi di difesa missilistica convenzionali e la sua capacità di rimanere in volo e di reindirizzarsi rendono Coyote uno strumento prezioso contro le minacce dinamiche del campo di battaglia moderno.
I sistemi Coyote sono utilizzati attivamente dall’esercito statunitense. Infatti, nel gennaio 2024 sono stati ordinati altri 600 Coyote dopo gli attacchi alle forze statunitensi in Medio Oriente. Inoltre, nell’aprile 2025 Raytheon ha stabilito una partnership con gli Emirati Arabi Uniti e ha avviato la produzione locale del sistema.
