Mentre l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) cinese si accinge a un massiccio potenziamento militare, la tradizionale strategia di difesa degli Stati Uniti si basa su un presupposto: Come l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda, la struttura di comando rigida e centralizzata del Partito Comunista minerà la flessibilità operativa del PLA. Tuttavia, un nuovo rapporto del think tank statunitense Rand Corporation avverte che questo presupposto crollerà se la Cina adotterà il concetto di “Comando di Missione”, più flessibile dell’Occidente.
Secondo il rapporto della Rand, “un esercito cinese che abbracci pienamente il comando di missione porterà a un aumento delle prestazioni operative con un processo decisionale più rapido, una migliore adattabilità e una maggiore resilienza alle interruzioni C4ISR [Comando, controllo, comunicazioni, computer, intelligence, sorveglianza e ricognizione]”
Resistenza alle debolezze degli Stati Uniti: La forza del comando di missione
Il comando di missione significa che i comandanti stabiliscono solo l’obiettivo generale della missione e permettono alle unità subordinate di determinare i propri metodi per raggiungere tali obiettivi. Questo approccio flessibile, utilizzato dai tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale e oggi dalle Forze di Difesa israeliane, consente di prendere rapidamente decisioni e di prendere iniziative.
La strategia tradizionale degli Stati Uniti contro la Cina si è concentrata sull’indebolimento della capacità operativa del nemico, colpendo i suoi centri di comando e controllo. Tuttavia, il rapporto Rand osserva che un PLA più flessibile e decentralizzato sarebbe molto più resistente a queste tattiche statunitensi e costringerebbe gli Stati Uniti a ripensare la propria strategia.
Problemi attuali: La leadership cinese è da tempo preoccupata che l’efficacia dell’esercito sia minata da un’eccessiva centralizzazione, da un addestramento irrealistico e da una corruzione diffusa. Le epurazioni di alti ufficiali militari da parte del presidente Xi Jinping, nell’ambito della sua azione anticorruzione, dimostrano quanto siano reali queste preoccupazioni.
I ricercatori della Rand notano che i riformatori all’interno delle forze armate cinesi stanno attualmente testando il comando di missione in unità selezionate, come le forze per le operazioni speciali e le navi da guerra che operano in acque lontane. Secondo il rapporto, ci sono tre possibili scenari per la Cina:
Adozione completa (il più pericoloso per gli Stati Uniti): Se il PLA adotterà pienamente il comando di missione, la strategia statunitense di indebolire il potere di comando e controllo diventerà obsoleta e gli Stati Uniti dovranno sviluppare nuovi approcci.
Adozione parziale: Unità come le operazioni speciali e le navi da guerra godono di una libertà parziale, mentre le forze nucleari, spaziali e informatiche rimangono sotto stretto controllo. Tuttavia, questo può portare a un mix impreciso di comando centralizzato e di missione, con conseguenti prestazioni operative incoerenti. Il rapporto avverte che questo potrebbe portare a un comportamento più aggressivo senza una guida centrale.
Preservare il sistema esistente: I leader cinesi potrebbero decidere che il desiderio di controllo politico del Partito Comunista superi l’efficienza operativa, preservando così il rigido sistema di comando. Questo farà sì che il comando del PLA rimanga più lento e fragile.
Per evitare che la Cina apprenda questo concetto, il rapporto Rand raccomanda agli Stati Uniti di consigliare ai propri alleati e partner di evitare esercitazioni congiunte con il PLA. Questo perché tali esercitazioni potrebbero fornire al PLA l’opportunità di essere esposto a esercitazioni di comando straniere di successo.
